STAGIONE ARTEATRO:
STAGIONE ARTEATRO
Arteatro
 
EVENTO
MOSTRA GIUSEPPE PEROLINI: giochi di luci e colori
quando:  dal 1 al 17 giugno
APPUNTI

GIOCHI DI LUCI E COLORI
GIUSEPPE PEROLINI
MOSTRA ANTOLOGICA

INAUGURAZIONE Venerdì 1 giugno 2012 ore 18.00

dal 1 giugno al 17 giugno 2012

ORARI DI APERTURA:
DOMENICA dalle 10.00 alle 12.00 / dalle 16.00 alle 19.00
da MARTEDI’ a SABATO dalle 16.00 alle 19.00

Un’antologica sui temi più importanti della pittura di Giuseppe Perolini: narrazioni di storie, luci e ombre, colori e figure, le cose della vita quotidiana.
Sentimenti, ritratti e nature morte.
La mostra comprende 40 opere, un percorso completo della vita dell’artista

PROGRAMMA

Programma
• Venerdì 1 giugno - ore 18.00
INAGURAZIONE DELLA MOSTRA

• Manifesto 5 giugno - ore 18.00
CESARE ALPINI
LETTURA DELL’OPERA DI GIUSEPPE PEROLINI

Ingresso a libera offerta a favore dell’ASSOCIAZIONE PER LA RICERCA E LA FORMAZIONE
IN UROLOGIA - GIANNI LORENZO LEIDI

 

Il nome di Giuseppe Perolini ha, per i cremaschi, la potenza evocatrice del mito.

La tecnica esecutiva sicura, la rappresentazione dinamica e nello stesso tempo solida, l'energia vitale che emana dalla sua pittura, restano impressi nel ricordo visivo.
Ma il mito spesso può confondere anziché chiarire e non necessariamente giova alla comprensione di un artista. Per di più Giuseppe Perolini è difficilmente inquadrabile in schemi e definizioni. Anche la sua parabola pittorica è quanto mai varia, così come la sua presenza sulla scena artistica che lo ha visto alternare momenti di impegnato protagonismo, al centro dell'attenzione e delle discussioni, ad altri di ritiro e assenza dovuti alla salute e al carattere. Di Perolini la maggior parte delle persone ricorda un periodo, quello centrale tra gli anni 60 e 90, dove il pittore ha raggiunto la sua cifra stilistica più individuabile e riconoscibile, assieme alla pienezza dei mezzi espressivi e alla maturità artistica.
E' questo il momento dei Cavalli, delle Corride, delle Ballerine, tematiche più volte riprese, variate, reinterpretate, a significare che esse sono il nucleo più sentito e vero della sua creatività. Ma è anche il momento in cui la carica di vitalità, di energia, di passione, investe e innerva questi soggetti come non accadrà più in seguito. Si ha l'impressione che la pienezza della vita coincida con la creatività artistica e i suoi soggetti. Corpi umani, femminili o maschili, e animali, realisticamente definiti in forme plastiche perfette e accattivanti, agiscono dinamicamente davanti all'occhio dello spettatore tracciando gesti, moti, lasciandosi dietro scie di luce e di ombre, scomponendo per prismi la luce e lo spazio, moltiplicando gli angoli visuali, riempiendo della propria azione il tempo della composizione.
Tutta una tradizione, quella complessa e contrastante della prima metà del Novecento, sembra confluire nella sua pittura; ogni elemento interessante viene utilizzato per creare una personale figurazione.
La formazione e gli studi possono spiegarci e guidarci in questa ricostruzione.
Da Enrico Felisari deriva non solo l'amore per la figura femminile e il tema delle ballerine, ma anche il segno grafico del pastello bianco che alleggerisce e muove visivamente le figure. Attraverso Felisari, Perolini risale quindi a Giovanni Boldini, maestro di riferimento del pittore castelleonese, e alla sua pennellata veloce, sferzante, fatta di sciabolate di colore, luce e movimento. Quel movimento che, pur nella sua irriducibile diversità, proprio da Boldini seppero cogliere anche i Futuristi facendo poi della dinamicità il loro centro e il loro mito. L'intersecazione della figura, dello spazio e dei piani o la scansione per fotogrammi successivi di Perolini, sembrano ripensamenti delle ricerche di Boccioni e di Balla. Il reticolo prospettico degno della più pura tradizione rinascimentale, calcolato e misurato come in Paolo Uccello, si incrocia infine con la scomposizione cubista. Il tutto, però, risulta come filtrato da effetti cinematografici, come se le tele fossero pellicole di un film, con movimenti veri e continui; talvolta le immagini paiono trascinate proprio come accadeva nei cinema popolari, e con gli strumenti d'allora, che rallentavano e talvolta fermavano, sfuocandola, la scena, provocando e spingendo gli spettatori a fischiare e spesso svegliare colui che proiettava in sala. Certe deformazioni filmiche avvicinano da ultimo la sua pittura a quella di Bacon (senza però il senso di angoscia esistenziale e la distruzione fisica che caratterizzano l'artista inglese) e sono volte anche al recupero della prima fase di Perolini, quella realistica e quasi caricaturale di dipinti come Vagone di seconda classe, derivata dall'insegnamento di Carpi, Cantatore e Disertori all'Accademia di Brera.
Più in generale essa si ricollega al realismo impegnato e alle tematiche sociali degli anni del dopoguerra e trovò negli Ostaggi di Crema il suo momento più significativo all'interno dell'opera di Perolini.
Queste sono le componenti della formazione di Giuseppe Perolini e la chiave di lettura della sua opera. Ma sopra ogni considerazione prevale poi la sua personalità, il suo carattere che, attraverso una padronanza assoluta dei mezzi tecnici, travolge con una forza prorompente e originale ogni residuo insegnamento, tutti gli influssi stilistici, così come le mode artistiche o ideologiche, rivelandoci una pittura nuova, inconfondibilmente sua. Giuseppe Perolini, insomma, è un artista diverso dagli altri, sia nel panorama locale che in quello regionale o nazionale, un artista potente e vitale, pienamente consapevole delle sue capacità, che resterà nella memoria per i suoi dipinti e per i suoi amati temi delle Ballerine, dei Cavalli e dei Toreri, per i suoi colori, le sue luci bianche e i suoi neri profondi, i suoi segni grafici, la realtà e il movimento, lo spazio costruito e ristrutturato dalla presenza di uomini e animali che vivendo determinano la storia, il tempo, il mondo circostante.
Cesare Alpini


GIUSEPPE PEROLINI
Giuseppe Perolini, nasce a Ombriano di Crema (CR) il 24 settembre 1925. Sorretto da vera vocazione, sentì fin da ragazzo un particolare interesse per il disegno e la pittura.
Ha studiato prima sotto la guida di valenti insegnanti, tra cui il Maestro E. Felisari, poi all’Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano, con i maestri A. Carpi, D. Cantatore e Disertori, ottenendo la borsa di studio dell’Accademia per il biennio 1955–56; dal 1960 al 1967 ha insegnato nella Scuola Media Statale, dal 1968 insegna al Liceo Artistico di Brera.
Viene invitato a varie rassegne internazionali di Grafica e Pittura in Bulgaria, Berlino, Romania, Washington, America del Nord, oltre ad esporre nell’ambito di diverse mostre e rassegne a livello nazionale, nell’ambito delle quali viene segnalato per l’interesse artistico. Nel 1960 riceve il premio nazionale “La Grafica Italiana d’Arte” di Cremona, e cinque anni più tardi gli viene assegnata, per l’attività svolta in campo artistico, una pergamena del premio “Europa Arte” di Bologna.
È membro onorario dell’Accademia Tiberina di Roma. Nel corso degli anni Settanta allestisce numerose mostre personali, sia a livello locale, nella città di Crema, dove si concentra in modo particolare la sua attività, che nazionale.  Prende inoltre parte a numerose collettive, vincendo nel 1973 il primo premio con medaglia d’oro alla rassegna internazionale “Settimana d’arte contemporanea – Varese arte 1973”. Nel corso degli anni Ottanta, viene due volte insignito del premio “Cadorago Lario” (fuori concorso) nell’ambito della manifestazione collettiva internazionale di Villa Olmo (Como).
Giuseppe Perolini muore a Crema il 3 novembre 2011.

 



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ingresso libero



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